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Pedagogia
steineriana
EDUCAZIONE PER LA VITA
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La pedagogia steineriana nasce nel 1919, subito dopo le devastazioni
della prima guerra mondiale, a Stoccarda, dove l’imprenditore Emil Molt,
proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria, proprio in
relazione alla gravissima situazione sociale in atto nel paese, decide di
fondare una scuola per i figli dei dipendenti della sua fabbrica. Ne
affida la direzione a Rudolf Steiner, iniziatore della
Antroposofia.
Da allora, inizialmente in Europa e via via in tutto il resto del mondo,
vengono fondate, su iniziativa di gruppi di cittadini, nuove scuole
steineriane (altrimenti dette Waldorf). Oggi se ne contano circa
900, alle quali vanno aggiunti circa 1.200 asili.
Nella maggior parte dei Paesi le scuole Steiner ricevono
finanziamenti pubblici, che arrivano a coprire anche il 100% dei
costi; in alcuni operano all’interno della struttura statale. Le scuole
Waldorf sono collegate ad organismi internazionali che promuovono
l’aggiornamento e l’approfondimento delle problematiche pedagogiche e
sostengono la diffusione delle scuole nei paesi in via di sviluppo,
soprattutto grazie alla solidarietà interna al movimento mondiale.
Le scuole steineriane riguardano l’educazione del bambino fino alla soglia
dell’Università.
Attualmente esistono in Italia 25 scuole, diffuse
prevalentemente al Nord, cui si aggiungono circa 35 asili e una quindicina
di realtà in gestazione. La maggior parte delle scuole italiane coprono il
ciclo dall’asilo alla scuola media inferiore. Esistono scuole superiori per
ora solo a Milano: un liceo artistico e un Istituto d’Arte, sebbene ci sia
da rilevare che altre realtà si accingono ad intraprendere il ciclo della
secondaria di 2° grado. |
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La pedagogia steineriana mira a sviluppare individualità libere, in grado di continuare
ad imparare dalla vita. Va in questa direzione cercando di
riconoscere, coltivare e portare a manifestazione le potenzialità di ciascun
bambino, rispettando i tempi della sua evoluzione fisica e interiore.
Il
bambino è un essere in divenire e importanti trasformazioni sono in
relazione a diverse fasi
di sviluppo. Queste sono legate ad un ritmo di settenni. L’approfondita
conoscenza dei processi di sviluppo permette all’educatore di coglierli e
accompagnarli con interventi pedagogici adeguati. Grande importanza hanno le
conoscenze su come parallelamente a importanti mutamenti fisici, si evolvono
gradualmente le facoltà dell’animo umano: volere, sentire e pensare.
Per un sano sviluppo del bambino è necessario cercare un equilibrio
dinamico, in altre parole un ‘respiro’, tra due correnti.
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Da un lato devono
essere educate le capacita di accogliere e comprendere il mondo esterno
attraverso l'affinamento dei sensi e, successivamente, la conquista di un
rigoroso pensiero riflessivo.
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Dall’altro bisogna
curare nel bambino tutto ciò che lo rende attivo: il movimento fisico,
la fantasia, l’espressività, la creatività, l’iniziativa. Sono infatti
questi ultimi aspetti che nell’epoca contemporanea, dominata dalle
informazioni, dalle macchine e dalla realtà virtuale, rischiano di
venire trascurati; il che può comportare un impoverimento
dell’esperienza del bambino e, soprattutto, pregiudicare la formazione
di una sana e forte capacità di iniziativa autonoma.
Fin dalla nascita del bambino i genitori possono trovare nel patrimonio
conoscitivo offerto dalla pedagogia steineriana indicazioni concrete a
proposito di salute, alimentazione, ritmo, approccio educativo e tutto ciò
che riguarda la vita del piccolo ed il modo migliore per aiutarlo a
crescere.
Nell’incontro con la realtà scolastica la
collaborazione tra genitori e insegnanti è di grande
importanza per l’esito positivo del processo educativo.
Tutte le esperienze che il bambino
incontrerà si imprimeranno nel suo essere, influenzando il modo in cui si
comporterà da adulto. |
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E’ compito dell’educatore, insegnante e genitore,
riconoscere le potenzialità del bambino, rimuovere gli ostacoli
sulla via del suo sviluppo e aiutarlo a superare quelli che non si sono
potuti rimuovere, affinché tali potenzialità si possano attuare al meglio.
Si accompagnerà il bambino a sviluppare sempre armonicamente l’attività
delle mani, del cuore e della mente. Proprio su questo equilibrio poggerà la
sua capacità futura di divenire un uomo libero, fiducioso in se stesso e in
grado di contribuire allo sviluppo della comunità umana. |
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Se il mondo di domani potrà essere un luogo
in cui la pace, i diritti umani, la democrazia, la tolleranza, la
multiculturalità avranno maggior spazio di oggi dipenderà in massima parte
dall’educazione, ed è proprio agli aspetti sociali che l’educazione
Waldorf dedica una particolare attenzione.
E’ così che nelle Scuole Waldorf si cerca
di coltivare nei ragazzi con predisposizioni diverse la capacità di trovare
il giusto equilibrio nella propria vita: il temperamento leggero e
incostante acquisirà la necessaria profondità e riflessività, quello lento e
pigro un maggiore slancio.
Ci si rivolge al bambino dedicando pari
attenzione sia alla maturazione individuale sia a quella sociale. Questo
avviene, per esempio, attraverso l’esperienza del ritmo, con
l’alternarsi giornaliero di attività pratiche, creative e che stimolano
l’ingegno e attraverso le celebrazioni legate alle festività
dell’anno. Viene riconosciuta pari dignità alle materie intellettuali,
artistiche e manuali, con la consapevolezza che dita abili producono agilità
di pensiero.
Alle discipline tradizionali si aggiungono
due lingue straniere fin dalla prima classe, arti visive e musicali, lavori
manuali, disegno di forme, giardinaggio, euritmia e ginnastica Bothmer.
Gli allievi sono stimolati ad esprimere le
loro abilità traendone soddisfazione personale e ad interessarsi anche a
quelle dei compagni, rendendo viva l’esperienza di armonia del gruppo in
classe.
La competitività non è sollecitata
attraverso voti o giudizi schematici, ma si osservano e si descrivono
talenti e debolezze degli allievi attraverso un linguaggio poetico che
stimola al superamento delle difficoltà o evidenzia le positività.
Da tutto questo il bambino impara a
stare e a fare insieme con gli altri, con la forza che nasce dall’aver
sviluppato ed esercitato una concreta sensibilità al sociale.
Per sua natura il bambino nutre sentimenti
di stupore, di venerazione e di profondo rispetto, che permettono l’accesso
a ciò che l’uomo può percepire come divino. La civiltà contemporanea
occidentale affonda invece le sue radici nella scienza materialistica; è
perciò necessario trovare un nuovo approccio per riportare alla giusta
dimensione il senso di religiosità.
Nelle Scuole Waldorf la religiosità,
innata in ogni bambino, viene rispettata e coltivata attraverso una
particolare cura di quei sentimenti di stupore, venerazione e rispetto. Così
il bambino impara a sentirsi parte dell’universo.
Detto questo, si può notare quanto nei
Quattro pilastri dell’educazione indicati da Jacques Delors, nel suo
rapporto del 1997 per l’Unesco, si riconoscano i principi della
pedagogia Waldorf, nata nel 1919:
IMPARARE A VIVERE INSIEME.
IMPARARE A CONOSCERE.
IMPARARE A FARE.
IMPARARE A ESSERE. |
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