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Il Parco
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Dal 1986 continua la creazione e lo sviluppo di un PARCO.
Esso si estende su un’area di circa 10.000 metri
quadrati. E’ configurato, ed è in continuo sviluppo, nello spirito organico
vivente. Non è fine a sé stesso, ma funzionale alle attività culturali,
sociali ed economiche che si svolgono in sede. Impronta decisamente la zona con le
sue numerose piante autoctone, la serie di laghetti per la fitodepurazione
delle acque reflue, l’originale configurazione dello spazio, la fantasia
artistica dell’autore. Incastonato in un’area agricola di pianura dove le
coltivazioni hanno totalmente soppiantato ogni anfratto vegetale autoctono,
attrae l’attenzione di tutti coloro che aspirano a spazi più umani e
ricreativi.
Il Parco, come tutto il Centro, è meta di visite di gruppi, scuole e
appassionati. Come ogni creazione organica, ha un valore esclusivo, ma può
essere emulativa allo sguardo attento e interessato. |
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La coltivazione del Parco segue il metodo agricolo
biodinamico, metodo nato da impulsi scientifici goetheanistici e dalla
scienza dello spirito antroposofica di Rudolf Steiner: la Terra con i
minerali, le piante e gli animali è considerata come un grande organismo
della cui vita ed evoluzione l’Uomo oggi è responsabile.
Il metodo che deriva da tale concezione, applicato da tutte le aziende
agricole biodinamiche, promuove e aumenta la vitalità e la fertilità di
quest’organismo. La Fondazione Le Madri ritiene suo compito dare nuovi
impulsi etici ed estetici all’arte del giardinaggio e all’Agricoltura in
generale, per una sua rigenerazione e per un innovativo rapporto col
paesaggio. L'esempio della configurazione del Parco è in sintonia con la
Convenzione europea del Paesaggio, che recita
"il
paesaggio rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e
naturale e contribuisce così al benessere individuale e sociale". |
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