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Rolo e la sua storia

           ROLO, per chi vi ha abitato una vita e si è interessato alla sua storia, è un paese con un suo fascino nascosto. Vorrei riuscire in questa pagina, con poche descrizioni e alcune foto, a trasmettere questo fascino al visitatore del sito, il quale così mosso dal desiderio sia spinto da lontane contrade un giorno o l'altro a venirci a trovare.  La comunità di uomini che hanno creato La Farnia oggi, sentono un profondo legame con l'origine  medievale  di Rolo.  Situato fra i due grandi Monasteri di S. Prospero di Reggio e di S. Benedetto Po Lirone, zona di influenza di Matilde di Canossa, nata e morta al confine con Rolo, la Comunità, attorno all'anno 1000 era una caratteristica Pieve medievale: centro religioso benedettino cistercense rosicruciano, attorno al quale si stendevano in cerchi concentrici le case dei contadini, gli orti, i pascoli, i campi di cereali e il bosco, che incorniciava il tutto. I boschi erano dominati da poderose Farnie (quercus robur). La magnificienza di questi boschi era tale che il territorio era denominato "altopiano boscoso di Rolo". Impressione che faceva ai religiosi, ai commercianti, ai cacciatori, ai contadini che giungevano in barca da nord e da sud solcando estese paludi che circondavano l'altopiano di boschi e foreste e la fertilissima area agricola di pochi km quadrati, che si elevava di pochi metri (20 - 24 s.l.m.) rispetto all'acqua (16 - 20 s.l.m.).  

     Il taglio completo dei boschi, operato dal Comune di Reggio nel secolo XIX e la creazione delle poderose Bonifiche nord e sud, nella prima metà del secolo XX, con scolo totale delle acque piovane, ha trasformato le paludi e i boschi in zone agricole sconvolgendo l'antica spettacolare configurazione.  Bonifiche erano state costruite anche dai romani, dai benedettini e dai Conti Sessi (Signori di Rolo per molti secoli) ma riuscivano a scolare le acque solo parzialmente, e nulla potevano quando il Po straripava. I nomi delle località richiamano quell'antica configurazione: "il Bosco" "il Foresto" "il Porto".
O
ggi Rolo è un paese di poche migliaia di abitanti, agricolo - industriale, socialmente tranquillo. Di non poco impatto è l'autostrada del Brennero, che vi scorre tangenzialmente, portando purtroppo il rumore di fondo dai 20 db (l'ideale per un sano riposo notturno) ai 50 - 60 db (disturbo non indifferente, che con una barriera, ormai invano chiesta ripetutamente da 20 anni, verrebbe sensibilmente ridotto). Rolo nel suo piccolo è industrioso e vivo e con una notevole vena artistico - artigianale che si estrinseca nella produzione dei famosi tavolini intarsiati "rolini", negli scalifici e varie attività artigianali.  Molto interessante da visitare è il "Museo della Tarsia", nei piani superiori del Palazzo Municipale.   "BREVE STORIA TARSIA"

         Caratteristici in piazza si possono ammirare i portici a tre o a cinque arcate: tutte uguali se davanti a esercizi pubblici, con l'arco centrale più ampio a richiamare l'ingresso invece davanti ad abitazioni private. I più antichi conservano una loro bellezza artistica, quelli più moderni, gli esterni, mostrano con evidenza la decadenza estetica delle costruzioni. Da visitare la Villa "Resti Ferrari", e la chiesa, che le sta di fianco, nei suoi tratti romanici stupendi che si intravedono di lato, seminascosti da brutti restauri dei secoli passati.ISe ci si reca nei sotterranei della Scuola materna comunale si possono vedere gli unici resti dell'antico Castello dei Conti Sessi: esso comprendeva tutta la zona sud-ovest del paese, circondato dal fossato, il quale si riempiva d'acqua in quanto costruito al limite delle bassure palustri; davanti, circondato dal fossato, un terrapieno (preingresso al ponte levatoio) su cui si ergeva una ghiacciaia (oggi visitabile ricostruita alla Farnia); l'uscita si immetteva in una strada che portava dritto all'odierna Farnia (allora centro artigianale ad energia idrica) oggi centro culturale, agricolo e commerciale. mportante opera artistica pittorica del 1500 è conservata in Canonica: "Madonna della Pace" olio su tela 100 x 80; la leggenda vuole attribuirla al Parmigianino, probabilmente è della scuola del Correggio. E' comunque certamente opera di un grande iniziato del 500, lo si scopre osservandola con cura. 

Vogliamo qui ricordare l'infanzia vissuta a Rolo fra gli anni 30 e 40 della grande antroposofa Maria Garagnani; essa era felicissima per il fatto che in questo luogo fosse sorta un'isola di cultura e attività antroposofiche. Soleva ricordare quando, bambina, portava da bere ai mietitori in località Porto, dove ora sorge la Farnia.
 

Vista sud piazza di Rolo

...visita il sito www.museodellatarsia.it...

Villa Resti Ferrari, ex residenza dei Gonzaga

Foresteria della Villa

 

DATI CARATTERISTICI ANAGRAFICI

Residenti ( al 31.08 2007) = 3940  di cui maschi 2010  femmine 1930  famiglie 1512

stranieri 606  (Albania 14, Argentina 2, Bangladesh 30, Belgio 1, Bielorussia 1, Brasile 2, Cina Popolare 122, Cuba 2, Equador 2, Germania 2, India 90, Marocco 28, Moldavia 3, Niger 6, Pakistan 244, Polonia 1, Romania 6, Russia 1, Spagna 7, Tunisia 13, Turchia 11, Ucraina 9, Uruguay 5, Vietnam 3).

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