A ben vedere tutto ciò si
riconduce però al vero problema della conoscenza, tra razionalità e
irrazionalità, di sé e del mondo.
L’architettura, come
arte-scienza dello spazio e del fisico, può offrire il suo apporto
importante alla soluzione o alla definizione di questi problemi, se è capace
di avere in sé qualità, negli spazi nelle forme nei colori nei materiali,
che si appellino alla crescita dell’individuo autonomo e responsabile e
dell’incontro tra gli uomini, che corrispondano all’equilibrio tra la forza
vivificatrice della natura e quella cosciente della cultura umana, che
sorreggano al contempo i processi vitali nell’uomo ed esprimano però anche
la tensione della ricerca scientifica e tecnica della società moderna.
Questi valori sono presenti
oggi nell’architettura organica vivente che, provenendo dall’impulso
conoscitivo ed artistico della Scienza dello Spirito antroposofica fondata
da Rudolf Steiner, si pone di fronte all’uomo come immagine sensibile di sé
stesso e delle sue molteplici esperienze.
Vedi anche
http://www.architetturaorganicavivente.org/